POZZUOLI

24 MARZO 2011

**************** ***************** ******************* ******************** ************** ************

************************************************************************
A POZZUOLI BOOM DI RICHIESTE ALLO SPORTELLO ANTIUSURA – A RISCHIO LE FAMIGLIE, LE IMPRESE ED I DISOCCUPATI

****************************************************************************************************

POZZUOLI RACKET POZZUOLI E BACOLI CONTRO I CLAN 04 novembre 2010

*****************************************************************************************************

Processo al clan: associazioni ed enti ci mettono la faccia
A breve un processo a carico di alcuni esponenti del clan camorristico Beneduce-Longobardi. Associazioni ed enti chiamati si costituiscono parte civile. Si spera nell’adesione di comune e provincia

di Riccardo Volpe – 27/10/2010

E’ imminente, nei prossimi giorni, un importante procedimento penale a carico di uomini del clan Beneduce-Longobardi. Cinque gli imputati che verranno ascoltati dai giudici. È il primo processo dopo il maxiblitz fatto tra Monterusciello e Toiano che vide ben 82 ordini di custodia cautelare in carcere per gli affiliati alla malavita puteolana. Da settembre 2004 c’è un alternarsi di galere, domiciliari e latitanze, che portavano gli affiliati a pianificare le attività illecite. Un’indagine che riguarda tutti gli episodi criminosi avvenuti tra il 2004 e il 2009 e che completa le attività iniziate subito dopo il maxiblitz del 2003 al mercato ittico di Pozzuoli.

“Operazione Penelope”, il nome dell’ultima indagine, coordinata dalla Dda, nella quale compaiono i nomi anche di alcuni degli imputati che verranno ascoltati nel processo. I cinque imputati, infatti, saranno ascoltati dai giudici per reati come l’estorsione, sempre legati al clan camorristico. Un ulteriore “processo alla camorra” che va ad aggiungersi a quelli che verranno eseguiti proprio per l’operazione “Penelope”, per la quale ancora devono essere avviati i primi processi penali. Parte, quindi, un percorso nel quale associazioni e amministratori hanno deciso di metterci la faccia. È il caso dell’associazione nazionale Sos Impresa, che si costituirà parte civile già a partire dall’udienza di lunedì prossimo.

«La nostra associazione – afferma il coordinatore nazionale, Luigi Cuomo – combatte la criminalità organizzata ed è per questo che ci siamo costituiti come parte civile». A “fare compagnia” l’associazione nazionale Sos Impresa, sarà anche il Comune di Bacoli, con il quale l’associazione già si è vista più volte. «Sono pochissimi i casi di costituzioni di parte civile di enti locali – ha affermato Luigi Cuomo – Ovviamente noi ci auguriamo e auspichiamo che diventi una consuetudine quella che vede le amministrazioni locali costituirsi parte civile contro la parte criminale della società, perché costituendosi parte civile rappresentano i legittimi interessi di tutta la parte sana della città».

Se l’appello di Cuomo dovesse riuscire è molto probabile che anche Comune di Pozzuoli, Provincia di Napoli e Regione Campania si costituiscano parte civile nel processo di lunedì. La parte civile, infatti, è “il soggetto danneggiato dal reato che intende far valere innanzi al giudice penale la propria domanda di risarcimento o di restituzione”. “Gli amici di Pozzuoli”, come fu etichettato tempo a dietro il clan Longobardi-Beneduce, in questo modo sconteranno le pene anche per tutti quelli che indirettamente (cittadini, enti, associazioni) hanno subito la pressione della criminalità organizzata sul territorio.

*********************************************************************************************

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=117422&sez=NAPOLI

Notte di terrore a Monterusciello incendio doloso distrugge un bar

POZZUOLI (4 settembre) – Un incendio ha distrutto completamente questa matttina un bar in via Verga a Monterusciello. L’allarme è scattato intorno alle ore 5,00, quando i residenti del primo piano di una palazzina popolare hanno cominiciato ad avvertire l’odore acre del fumo e dai vetri della finestra della camera da letto hanno visto le fiamme provenienti dal piano terra.
Allertati i Vigili del Fuoco del distaccamento di Monterusciello, tutti i residenti della palazzina, sette, otto famiglie e i vicini si sono messi al sicuro in strada. In attesa dei pompieri alcuni volontari con pompe e secchi d’acqua hanno tentato di circoscrivere le fiamme per evitare che le fiamme potessero estendersi ai negozi vicini e alle abitazioni ai piani superiori.
Sul posto anche gli uomini del Commissariato di Polizia di Pozzuoli, diretti dal vicequestore, Paolo Esposito, che hanno avviato le indagini. Nel corso del sopralluogo è stato ritrovato all’interno del locale un calzino imbevuto di liquido infiammabile, lanciato da un finestrino retrostante, lasciato socchiuso. La cosa indica la natura dolosa dell’evento.
Al momento già sentiti il gestore dell’esercizio commerciale e i dipendenti. Tutti hanno escluso finora che ci siano state in passato richieste estorsive o legami con la malavita organizzata. Distrutte sia le suppellettili che i prodotti custoditi nelle vetrine e nei frigo. I danni secondo le prime stime ammonterebbero a 50mila euro.

dal Blog di Riccardo Volpe:

http://riccardovolpe.blogspot.com/2010/07/pozzuoli-si-mobilita-contro-la-camorra.html

dal sito http://www.julienews.it:

http://www.julienews.it/notizia/cronaca/sos-impresa-arriva-lo-sportello-per-pozzuoli/51459_cronaca.html

dal quotidiano il GIORNO :

http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2010/07/19/358671-camorra_arresti.shtml

Camorra: 23 arresti Indagini partite da un imprenditore bresciano

L’operazione ‘’Coast to coast’’, cominciata grazie ad alcune testimonianze rese dal responsabile di un’azienda bresciana ha portato a 23 arresti nell’ambito di un’associazione a delinquere con legami nella criminalità organizzata.

Le indagini della Squadra mobile di Latina e Napoli che hanno portato a 23 arresti nell’ambito di un’associazione a delinquere legata al clan dei Longobardi-Beneduce (a sua volta legato a quello calabrese dei Gallace) sono partite da alcuni elementi utili forniti dal titolare di una ditta di movimento terra in provincia di Brescia.

Un’azienda vittima di usure e vessazioni che avrebbero subito anche altre imprese, addentellate però ad un clan della malavita napoletana. Secondo gli atti dell’inchiesta il gruppo camorristico operativo nella zona di Pozzuoli, perseguiva una strategia di penetrazione nel sud pontino per l’ottenimento di affari, l’individuazione di imprenditori da vessare e l’acquisizione di appalti.

Per raggiungere tali obiettivi, l’organizzazione esercitava intimidazioni di ogni genere grazie al supporto di soggetti come Tommaso Barletta, 33 anni e Roberto Del Sole, 24, entrambi di Pozzuoli. Parallelamente alla indagine, partita dalle estorsioni, si è scoperto che gli arrestati erano soliti trasportare carichi di stupefacente a Nettuno e Latina, evidenziando legami con gli indagati di Nettuno vicini al clan dei Gallace. “Si dimostra ancora una volta – ha commentato il dirigente della squadra mobile di Latina, Cristiano Tatarelli – che nel traffico di droga le organizzazioni criminali campane e calabresi operano in stretto collegamento’’

————————————————————————————-

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=112143&sez=NAPOLI

Pizzo a pompe funebri per gli amici di Toiano: 2 arresti a Pozzuoli, uno è 17enne

POZZUOLI (24 luglio) – Raffaele Covone, di 45 anni e un ragazzo di 17 anni sono stati fermati dai carabinieri per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso avendo agito per favorire il clan di riferimento.
I due indagati infatti sarebbero affiliati ad una cosca ritenuta dagli inquirenti referente del clan Longobardi-Beneduce attivo a Pozzuoli, centro costiero alle porte di Napoli.

Secondo quanto si è appreso i due, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dalla presunta appartenenza alla camorra, il 13 luglio si erano recati nella sede dell’impresa funebre e avevano intimato al padre del titolare – un 70enne residente in città – di consegnare una imprecisata somma di denaro agli “amici di Toiano”. È proprio quest’ultima formula a far ritenere, agli inquirenti, che i due abbiano operato per conto del clan. Raffaele Covone e il 17enne sono ritenuti affiliati al gruppo dei “Pagliuca”, considerati gli attuali referenti del clan “Longobardi-Beneduce”. Un clan che dimostra di mantenere la sua operatività sul territorio, nonostante gli 84 arresti subìti lo scorso 24 giugno, che hanno riguardato – tra gli altri – anche Gaetano Beneduce e gli stessi Pagliuca.

Sono intervenuti i carabinieri che hanno arrestato i due malviventi. Covone è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale, il 17enne è stato condotto presso il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...