Draghi, la corruzione frena lo sviluppo


In Italia c’è una corruzione diffusa nelle amministrazioni pubbliche che finisce per frenare lo sviluppo.

Così il governatore di Bankitalia Mario Draghi nelle Considerazioni finali lette davanti all’assemblea annuale di Palazzo Koch. “Relazioni corruttive tra soggetti privati e amministrazioni pubbliche – dice Draghi – in alcuni casi favorite dalla criminalità organizzata, sono diffuse”. Una situazione davvero allarmante, certificata dalle periodiche graduatorie internazionali che “collocano l’Italia in una posizione sempre più arretrata”. Studi empirici mostrano che la corruzione frena lo sviluppo economico e farne le spese è soprattutto il Sud, dove maggiore è la presenza della criminalità organizzata. “Nelle tre regioni del Mezzogiorno in cui si concentra il 75 per cento del crimine organizzato – ricorda Draghi – il valore aggiunto pro capite del settore privato è pari al 45 per cento di quello del Centro Nord”.

Il discorso sul quadro macro economico, come c’era da aspettarsi, non è dei più ottimisti. “Una ripresa lenta accresce la probabilità di una disoccupazione persistente”. È l’ennesimo allarme sulla pesantezza della recessione. “Questa condizione – afferma -, specie se vissuta nelle fasi iniziali della carriera lavorativa, tende ad associarsi a retribuzioni successive permanentemente più basse”. Quindi l’appello: “La riforma del mercato del lavoro va completata, superando le segmentazioni e stimolando la partecipazione. I giovani – avverte ancora il governatore di Bankitalia – non possono da soli farefronte agli oneri crescenti di una popolazione che invecchia. Né sarà sufficiente l’apporto dei lavoratori stranieri. Solo 36 italiani su 100 di età compresa tra 55 e 64 anni sono occupati, contro 46 nella media europea, 56 in Germania”.

Anche per questo motivo, secondo Draghi, l’età lavorativa deve essere allungata “per garantire un tenore di vita adeguato agli anziani di domani”. Nell’ultimo trentennio, aggiunge, “a fronte di un aumento della speranza di vita dei sessantenni italiani di oltre cinque anni, si stima che l’età media effettiva di pensionamento nel settore privato sia salito di circa due anni, attorno a 61”.

Parlando poi nella nuova manovra del governo, date le condizioni dei mercati “era inevitabile agire, anche se le restrizioni di bilancio incidono sulle prospettive di ripresa a breve dell’economia italiana”. Il governatore avverte anche che, una volta varata, la manovra dovrà essere seguita nell’attuazione: “È necessario un attento scrutinio degli effetti della manovra per garantire il conseguimento degli obiettivi”. Nel passaggio sulla all’evasione fiscale Draghi osserva che questa lotta “deve consentire la riduzione delle aliquote. Il nesso fra le due azioni va reso visibile ai contribuenti”. A suo giudizio, infatti, le misure del governo hanno come “obiettivo immediato il contenimento del disavanzo ma in una prospettiva di medio termine la riduzione dell’evasione deve essere una leva di sviluppo”.

Rassegna.it – 31/05/2010 11:04

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Una risposta a Draghi, la corruzione frena lo sviluppo

  1. luigicuomo ha detto:

    commento di benvenuto

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