“TASSI USURAI”. BUSÀ (SOS IMPRESA): “SULL’USURA SERVE PROFONDA REVISIONE DELLA LEGGE 108 A 15 ANNI DALLA SUA APPROVAZIONE. REVISIONE TASSI: ATTENTI AL RISCHIO DI INCORAGGIARE LE ATTIVITÀ DI MEDIAZIONE AI LIMITI DELLA LEGALITÀ”


“La revisione in alto dei tassi usurai sebbene può apparire ininfluente rispetto al nodo dell’usura, visto che i tassi praticati dalla criminalità viaggiano su valori attorno al 10% per cento mensile, può egualmente rappresentare un regalo alle reti usuraie, soprattutto quelle più professionalizzate.
Ai margini del sistema creditizio, si muove infatti una miriade di attività di mediazione e servizi finanziari svolta per lo più border line ed all’interno delle quali possono annidarsi società più che di dubbia legalità. Quest’area grigia – secondo SOS Impresa-Confesercenti – è spesso la “faccia pulita” di attività finanziarie gestite da soggetti legati alla criminalità organizzata, che mascherano così l’esercizio del credito usuraio e il riciclaggio. Si tratta ormai di 180.000 operatori di fatto non regolamentati la cui attività non va agevolata in alcun modo, ma semmai va disboscata come chiede da tempo la stessa Banca d’Italia, per evitare che in questa ragnatela pericolosa possano rimanere soggiogati cittadini e imprenditori in difficoltà.
Diverse inchieste hanno dimostrato come queste società vengano utilizzate come copertura e schermo legale all’attività usuraia e di recupero crediti delle mafie.
“A 15 anni dall’approvazione della legge antiusura- ha dichiarato Lino Busà presidente di SOS Impresa- Confesercenti- più che interventi improvvisati, c’è l’esigenza di una profonda revisione della legge 108, tenuto conto che questa ha fallito nei suoi obiettivi di fondo : far emergere il reato, aiutare le vittime dell’usura.
Ci attendiamo da parte del Governo l’apertura di una discussione seria che affronti i problemi veri sul tappeto: tempi brevi nei risarcimenti per le vittime di usura, sovraindebitamento, revisione della legge sui protesti, inasprimento delle pene per il reato di esercizio abusivo di attività finanziaria”.

Roma, 6 maggio 2011

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