VITTORIO PISANI. Ecco chi è il super-poliziotto che prese la primula rossa Iovine


Tante le catture eccellenti. Al settimanale del Corsera rivelò: diedi parere negativo per la scorta a Saviano.

NAPOLI – Vittorio Pisani, il super-poliziotto, il cacciatore di latitanti, il regista dei blitz più eclatanti effettuati negli ultimi anni dalla polizia di Stato. Lo stesso che, in un’intervista rilasciata al «Corriere della Sera Magazine», disse senza mezzi termini che lui, la scorta a Roberto Saviano, non l’avrebbe mai concessa. Ora Pisani si trova nei guai, e, accanto a quelli che, doverosamente, gli hanno consegnato un avviso di garanzia ponendo serie ombre sulla carriera di uno dei più famosi «sbirri» d’Italia, sono in tanti a sperare che Pisani riesca rapidamente a provare la propria innocenza.

L’INTERVISTA AL «MAGAZINE» – «Alla Mobile fu data la delega per riscontrare ciò che Saviano aveva raccontato sulle minacce ricevute – spiegava il capo della Mobile al settimanale nell’ottobre del 2009 – Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull’assegnazione della scorta». Secondo Pisani, fornire la scorta ai personaggi-simbolo della lotta alla camorra è un errore, poiché allontana i cittadini «da una collaborazione con lo Stato. Se un cittadino vede che chi combatte il crimine per professione ha bisogno di vivere blindato, pensa: “Io, che sono indifeso, non posso fare nulla”». L’intervista, com’era prevedibile, sollevò un polverone, fra autorevoli commentatori che ne chiedevano il trasferimento e altrettanto autorevoli personaggi che ne esaltavano le doti e la schiettezza.

CATTURE ECCELLENTI – Soltanto il 21 maggio scorso, sul palco del Teatro San Carlo di Napoli, i poliziotti guidati dal primo dirigente Vittorio Pisani vennero premiati, durante la Festa per l’anniversario della fondazione della Polizia di Stato, per gli splendidi risultati ottenuti nella lotta alla criminalità organizzata. Uno su tutti: la cattura dell’ex primula rossa Antonio Iovine, ai vertici del clan dei Casalesi. Dodici, i poliziotti premiti per quell’operazione, mentre altri sei investigatori vennero premiati per la cattura del boss Salvatore Russo, avvenuta nel novembre del 2009. Ancora, per l’arresto del boss Paolo Di Mauro, reggente del clan Contini che si nascondeva in Spagna, vennero premiati sei poliziotti. Trentadue, in totale, gli investigatori della Mobile che ricevettero un premio – con relativa promozione – dal questore di Napoli Luigi Merolla.

LA VICENDA CAGNAZZO – Fu sempre Vittorio Pisani a consegnare alla Procura di Napoli un’informativa con la quale si accusava il tenente colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, anch’egli protagonista di innumerevoli catture eccellenti, di avere agevolato il clan degli Scissionisti. In seguito a quei fatti, che destarono scalpore, sulla scrivania del procuratore Giovandomenico Lepore arrivò un documento firmato da 25 pm della Direzione Distrettuale Antimafia (la stessa che adesso conduce l’indagine che vede coinvolto il capo della Mobile) col quale i magistrati esprimevano stima e solidarietà all’ufficiale dell’Arma. «I sottoscritti sostituti — si leggeva nel documento — avendo appreso del trasferimento ad altro incarico del tenente colonnello Fabio Cagnazzo, con la presente intendono rappresentarle, affinché la signoria vostra voglia renderne partecipe l’interessato ed i vertici della sua scala gerarchica, il loro più vivo e sentito apprezzamento per l’encomiabile lavoro svolto, in questi ultimi dieci anni, dal predetto ufficiale, come comandante dapprima della compagnia di Nola e successivamente del reparto operativo — nucleo investigativo del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna, essendosi egli distinto per le non comuni capacità di investigazione, di lealtà alle istituzioni, di coordinamento e di motivazione del personale dell’Arma alle sue dirette dipendenze, che hanno consentito a questa Dda di ottenere eccezionali risultati nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata e di prevenzione e repressione dei reati sul territorio ricadente nella sua giurisdizione. Per tutti basti ricordare la cattura di 180 latitanti e la disarticolazione delle strutture criminali agli stessi riferibili».

Stefano Piedimonte
30 giugno 2011

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/30-giugno-2011/ritratto-super-poliziotto-che-catturo-antonio-iovine-190986013852.shtml

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