APPROVATO CODICE ANTIMAFIA


MAFIA: CENTRO LA TORRE, SODDISFATTI PER MODIFICHE CODICE
(ANSA) – PALERMO, 3 AGO – Accogliendo una delle richieste politicamente piu’ rilevanti presentate dal Centro Pio La Torre e dalle associazioni aderenti all’appello di modifica del Codice Antimafia, il Consiglio dei Ministri ha approvato stamane il testo stralciando i primi 10 articoli. Articoli riguardanti norme penali e sostanziali tra le quali quella che cancellava dall’ordinamento giuridico la legge Rognoni-La Torre. Il Centro Pio La Torre esprime la propria soddisfazione per la decisione del Governo riservandosi un giudizio di merito sulle modifiche che verranno proposte nel ddl in discussione a settembre. (ANSA).
http://www.ansa.it/legalita/rubriche/cronaca/2011/08/03/visualizza_new.html_759169454.html

MAFIA: CDM APPROVA CODICE PER CONTRASTO, ECCO COSA PREVEDE
03-08-11

(ASCA) – Roma, 3 ago – Il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato, su proposta dei ministri della Giustizia e dell’Interno, il Codice antimafia, delle misure di prevenzione e della documentazione antimafia che aggiorna la normativa per divenire punto di riferimento completo, semplificare l’attivita’ dell’interprete, migliorare l’efficienza delle procedure di gestione, destinazione ed assegnazione dei beni confiscati. E’ quanto si legge nel comunicato finale di Palazzo Chigi.

Il testo raccoglie tutta la normativa vigente in tema di misure di prevenzione, aggiornandola secondo le prescrizioni della legge delega, in particolare prevedendo la facolta’ di richiedere che il procedimento per l’applicazione delle misure di prevenzione sia celebrato in udienza pubblica; la previsione di un limite di durata anche per il procedimento di secondo grado, con la perdita di efficacia del sequestro ove non venga disposta la confisca nel termine di un anno e sei mesi dalla immissione in possesso da parte dell’amministratore giudiziario, nonche’, in caso di impugnazione della decisione, entro un anno e sei mesi dal deposito del ricorso; e’ altresi’ prevista la possibilita’ di prorogare i termini in parola per sei mesi e per non piu’ di due volte in caso di indagini particolarmente complesse; l’introduzione della revocazione della decisione definitiva sulla confisca di prevenzione, volta a consentire agli enti assegnatari dei beni confiscati di gestirli senza timore di doverli restituire. A seguito del definitivo decreto di confisca, la revoca sara’ possibile solo in casi eccezionali (difetto originario dei presupposti, falsita’ delle prove); in tal caso, salvo che per i beni di particolare pregio storico-artistico, verra’ restituita solo una somma di denaro equivalente al valore del bene. E ancora: la disciplina dei rapporti tra la confisca di prevenzione e il sequestro penale, volta a regolare i rapporti tra diversi e contestuali provvedimenti giudiziari. Se insistono entrambi sul medesimo bene si applicano le norme della prevenzione per la relativa amministrazione e gestione (nomina amministratore giudiziario, relazione periodica); la disciplina dei rapporti dei terzi con la procedura di prevenzione, volta a garantire la tutela della buona fede; la disciplina dei rapporti con le procedure concorsuali, per risolvere le numerose questioni interpretative causate dalla mancanza di una specifica normativa in materia; i beni sequestrati o confiscati nel procedimento di prevenzione sono sottratti dalla massa attiva del fallimento e sono gestiti e destinati secondo le norme sul procedimento di prevenzione; la disciplina degli effetti fiscali del sequestro, volta a risolvere le numerose questioni interpretative che la mancanza di una specifica normativa in materia ha determinato; l’amministratore assume la qualita’ di sostituto d’imposta, paga provvisoriamente le imposte relative ai beni sequestrati secondo le aliquote vigenti per i diversi redditi e all’esito della procedura, se i beni vengono restituiti, recupera nei confronti del proprietario e, in materia di certificazione antimafia, il codice semplifica ed omogeneizza una normativa resa particolarmente complessa dalla stratificazione delle norme nel tempo.

Inoltre, tenuto conto che i pareri resi dagli organi parlamentari (Comitato per la legislazione e Commissioni giustizia della Camera e del Senato) hanno evidenziato la volonta’ di ”innovare l’ordinamento in maniera maggiormente significativa”, il Consiglio ha deciso di avviare una nuova iniziativa legislativa che copra l’intero spettro della disciplina sostanziale e processuale in materia di criminalita’ organizzata: dalle intercettazioni ”giudiziarie”, alla disciplina sui collaboratori e testimoni di giustizia, dal regime carcerario previsto dall’art. 41-bis, ai colloqui investigativi speciali e alle attivita’ di cooperazione giudiziaria con altri Stati nel settore della confisca. Per questo motivo, anche in considerazione dei limiti materiali della legge delega e la prossima scadenza del termine per il suo esercizio (settembre 2011), il Consiglio ha deciso di stralciare le norme contenute nel libro I del nuovo Codice e di approntare un nuovo disegno di legge. Cio’, conclude la nota, al fine di evitare i rischi che una codificazione soltanto parziale – limitata cioe’ a talune norme – potesse determinare un’ulteriore ‘stratificazione’ normativa in contrasto con gli obiettivi generali del Governo e con quelli della legge delega.

com-map/mau/bra

http://www.asca.it/news-MAFIA__CDM_APPROVA_CODICE_PER_CONTRASTO__ECCO_COSA_PREVEDE-1039907-ORA-.html

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