GLI ESERCENTI DEL CENTRO NON AMANO L’ANTIRACKET



Antiracket sì, ma non in centro
“Basta guardare i clienti dei negozi migliori per capire”
«LE mafie vanno raccontate perché chi ne parla difende il Paese. Sogno di poter tornare a Napoli e passeggiare», dice Roberto Saviano e un lungo applauso accoglie le parole dell’autore di Gomorra. Il videomessaggio dello scrittore segna i lavori del convegno “La politica contro le mafie” organizzato dal Comune di Napoli. È l’occasione per confrontarsi sulle strategie nella lotta alla criminalità e ragionare su alcuni temi. Come la proposta, lanciata dal giudice Raffaele Cantone, di prevedere la possibilità «di sciogliere per infiltrazioni mafiose anche i consigli regionali. I segnali non mancano e non solo in Calabria, pure in Campania e forse in Lombardia». Il sindaco Luigi de Magistris ricorda che «esiste una politica collusa ma anche una che è in prima linea» mentre il leader dell’Idv Antonio Di Pietro mette in guardia sulla mafia che «fa una delibera, ti nomina
consulente, assicura il mercato dei voti». E Saviano ricorda al governo Berlusconi «di aver fatto una grande campagna ficcandosi di essere un governo antimafia, ma è difficile con un sottosegretario all’Economia indagato (Nicola Cosentino n.d.r.) e quando hai tra i fondatori del partito Marcello Dell’Utri». Altro argomento centrale è la lotta al racket, rilanciata dalla straordinaria reazione dei commercianti di Ercolano. La platea di giovanissimi che affolla Caste dell’Ovo segue con attenzione le parole di Silvana Fucito, donna simbolo della controffensiva allo strapotere dei signori del “pizzo”: «Era il 2003 quando ho conosciuto la camorra. Entrarono nel mio negozio con le armi in pugno». Lorenzo Diana annuncia che anche il Centro agroalimentare di Napoli, come già il Comune su impulso dell’assessore alla Legalità Giuseppe Narducci, adotterà una “white list” delle imprese antiracket: chi ha denunciato avrà una corsia preferenziale nelle gare d’appalto. Ma se queste sono le luci, non mancano le ombre. «Nei quartieri- bene della città, da Chiaia, al Vomero, a Posillpo, l’antiracket non sfonda», avverte a margine dei lavori Luigi Cuomo, coordinatore regionale della Rete per la legalità e promotore del movimento che dieci anni fa con Tano Grasso portò alla ribellione dei commercianti di Pianura. Mancano le denunce, argomenta Cuomo, «per un problema culturale, perché in certe aree il commerciante non accetta l’idea di un condizionamento che invece esiste. E perché proprio in questi quartieri è più forte la penetrazione dei capitali illeciti nelle attività commerciali ». Silvana Fucito annuisce. E aggiunge: «Se a Chiaia, Vomero e Posillipo ci sono meno denunce non è per paura, ma per convenienza: basta guardare i clienti dei negozi migliori per capire». (dario del porto)

LA PROPOSTA
Il giudice Cantone “Una legge per sciogliere anche i consigli regionali”
L’INIZIATIVA
Anche il Centro agroalimentare avrà una “White list” di imprese antiracket
LA RIBELLIONE
Dopo Pianura anche Ercolano si sta ribellando agli estorsori
L’ALLARME
Nei quartieri-bene della città mancano le denunce

LE REAZIONI:
CHIAIA NO RACKET SOLO USURA 05 12 2011

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