FUORIGROTTA, LA CAMORRA DEI LOCULI- RAID NEGLI UFFICI DEL CIMITERO


di Nello Mazzone
NAPOLI – L’ombra inquietante dell’intimidazione di stampo camorristico si allunga sull’assegnazione dei quattromila nuovi loculi del cimitero di Fuorigrotta: ignoti hanno compiuto un misterioso raid nell’ufficio del parroco, all’interno del camposanto, a caccia dell’elenco degli assegnatari dei nuovi loculi.
Un elenco stilato dopo un sorteggio pubblico nella sede della municipalità di Bagnoli, tra gli oltre cinquemilatrecento richiedenti. Il misterioso episodio, sul quale indagano i carabinieri della compagnia di Cavalleggeri, è stato denunciato ieri mattina da don Sergio Pipolo, nominato dal vescovo di Pozzuoli commissario episcopale delle due congreghe Santissimo Sacramento Maria Santissima del Rosario e San Francesco di Paola, proprietarie dei suoli sui quali sorge il cimitero di via Terracina. L’unico camposanto d’Italia completamente privato. Un’intrusione sospetta. Avvenuta nel cuore della notte, all’interno dell’ufficio del parroco che appena due giorni prima aveva effettuato il sorteggio per scegliere i quattromila assegnatari di tumuli e loculi in costruzione, che saranno ultimati in regime di autofinanziamento entro due anni.

Forse, ipotizzano gli inquirenti, chi si è introdotto nell’ufficio del commissario episcopale voleva impossessarsi di quell’elenco, per distruggerlo in modo da invalidare la procedura. Ipotesi. Semplici sospetti investigativi che attendono una loro conferma dalle indagini. Un episodio sul quale indaga anche la procura. Di certo, chi è entrato la notte scorsa nell’ufficio parrocchiale del cimitero ha cercato quell’elenco dovunque. E quando ha capito che non c’era, ha messo a soqquadro la stanza e ha manomesso l’impianto interno di videosorveglianza per evitare di essere filmato.

Un lavoro da professionisti: chi si è introdotto nell’ufficio di padre Pipolo ha usato guanti in lattice per non lasciare impronte. A fine novembre era stato aperto il cantiere per l’ampliamento dell’ipogeo: appalto vinto dalla RI.NA. Costruzioni Generali Srl che, d’intesa con il sacerdote, ha sottoscritto il patto antiracket con Sos Impresa e Rete per la legalità. «Un atto – sottolinea Gigi Cuomo, coordinatore Rete per la Legalità e Sos Impresa – per confermare la determinazione a realizzare i lavori senza subire alcun condizionamento malavitoso, anche e soprattutto di natura estorsiva, impegnandosi a denunciare ogni tentativo di pizzo. Il raid della notte scorsa è quantomeno sospetto. Se qualcuno cercava i risultati di quel pubblico sorteggio per indebolire la straordinaria attività di legalità e trasparenza messa in atto da don Sergio è rimasto deluso perché non c’era traccia di ciò che cercavano. Il sacerdote aveva con sé il plico. Saranno i carabinieri ad accertare queste ipotesi, ma esprimiamo solidarietà al parroco e ai suoi collaboratori per il loro impegno per la legalità».

Mesi fa è stato il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella, a decidere di commissariare le due congreghe proprietarie dei suoli cimiteriali di via Terracina, nominando responsabile don Pipolo. A lui è toccato il compito di gestire la delicata vicenda delle assegnazioni.

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