Racket, i clan stabiesi impongono la tredicesima – Raffica di segnalazioni dei commercianti: noi assediati, aiutateci o dovremo chiudere


CASTELLAMMARE RACKET SERVE ASSOCIAZIONE 09 12 2012

CASTELLAMMARE. «La camorra stabiese trova linfa vitale nello stato d’instabilità politica vissuto da diversi anni in città». Luigi Cuomo, leader nazionale di Sos Impresa e presidente della squadra di calcio anti–racket del Quarto, ribadisce l’invito agli  imprenditori a denunciare le vessazioni della camorra. Nonostante gli arresti, a Castellammare i clan sembrano aver ripreso l’attività estorsiva. Come si contrasta questo fenomeno? «La camorra è aiutata sicuramente dall’instabilità politica,che porta i cittadini ad avere meno fiducia nelle istituzioni cittadine. Nel 2006, insieme a Tano Grasso, firmai al Comune un protocollo d’intesa per dare vita a un’associazione antiracket, ma quel progetto è rimasto lettera morta. È ora di voltare pagina». Ritiene che ci siano le condizioni per farlo? «La voglia di ribellarsi è forte, per questo credo che costituire un’associazione antiracket in questa zona sia una necessità. Spesso e volentieri infatti le denunce e le segnalazioni  anonime non portano ad alcun risultato. Per questo motivo il nostro auspicio è che quanto prima i commercianti e gli imprenditori stabiesi, vessati  dalla camorra, possano collaborare con le forze dell’ordine per assestare un duro colpo ai signori del racket». Ma l’emergenza non tocca solo Castellammare. Anche dai Lattari, infatti, sono arrivate segnalazioni anonime di richieste estorsive. Si può pensare a un’unica associazione che raggruppi più comuni? «Un’unica associazione non riuscirebbe a captare le esigenze di un territorio molto vasto come quello dell’area stabiese. Sarebbe auspicabile invece dar vita a più esperienze di attività antiracket, in modo da affrontare con decisione il problema nei singoli comuni».  (fr.fu.)

 

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