SOS IMPRESA AVELLINO

FALCIDIATA LA VECCHIA CAMORRA
da Ottopagine.net

http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=19555

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OPERAZIONE SLOT – Cillo: «La camorra ha messo il vestito buono e minaccia la libera impresa»

AVELLINO 12:55 | 25/06/2011
AVELLINO – «Non voglio parlare di complicità, ma di un abbassamento della guardia, anche nella pubblica amministrazione». Per Marco Cillo, coordinatore di Sos Impresa ad Avellino, l’operazione Slot mette in evidenza: «tutto quello che noi temevamo. Che la camorra ha fatto il salto di qualità. Che riesce a penetrare ed infiltrarsi anche all’interno dell’economia sana». Sul Comune di Avellino e sulle gare di appalto per il servizio di refezione scolastica, il rappresentante dell’associazionismo antimafia preferisce non entrare nel merito.
Ma il discorso, più in generale, affronta la responsabilità da parte della pubblica amministrazione a conservare la guardia alta. Soprattutto di fronte ad una criminalità ancora più pericolosa. Quella dei colletti bianchi.
«Non bisogna condannare a priori le amministrazioni. Piuttosto ragionare e riflettere su alcuni fatti semplici. In primis l’evoluzione della criminalità. Quella che non si occupa più esclusivamente delle estorsioni e di usura e attività storicamente criminosa. Bensì dell’economia. Se le istituzioni faranno i conti con questo dato, allora non ci sarà spazio ad equivoci.
Basterebbe verificare che quelli che partecipano alle aste, alle gare non hanno un Dna del tutto regolare. Con questo, ovviamente, non voglio asserire che le amministrazioni debbano sostituirsi alle forze dell’ordine, oppure che un comune può mettersi a fare l’esame di tutto. Ma potrebbe comunque interagire con le forze dell’ordine». Resta comunque il dato dell’operazione messa in campo dai militari del Nucleo Investigativo di Avellino.
«Un’ordinanza che appare solida, che può anche contenere una sottile linea tra vittime e carnefici, ma alla fine fa emergere con forza un quadro chiaro. La camorra ha messo il vestito buono, senza minacciare nessuno o facendolo, come si è letto in questi giorni.
Noi aspettiamo anche il seguito». Quale sia il seguito, lo spiega lo stesso coordinatore di Sos Impresa. «Il potenziamento dei gruppi investigativi. Che dimostrano come si possa controllare e prevenire, nonostante quella che appare una vera e propria ricerca di condizionare l’economia sana della nostra provincia, usando soggetti e imprenditori sani».
Anche perchè, come conclude, con certezza il coordinatore di Sos Impresa, dalle cinquecento pagine dell’inchiesta «Slot», emerge un dato incontrovertibile.
« Che tutte queste attività hanno posto in essere una vera e propria minaccia per la libera impresa ad Avellino. Questo è il dato che emerge con maggiore forza. Su questo c’è necessità di lavorare, senza abbassare mai la guardia, Nè come società, nè in modo particolare

http://www.corriereirpinia.it/default.php?id=999&art_id=8525

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da Ottopagine.it del 04 aprile 2011

La nuova camorra minaccia l’Irpinia. Niente Armi, solo affari.
http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=16512

Cantelmo: Hanno il controllo sull’economia e la gestione dei voti
http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=16511

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da Il Mattino del 30 marzo 2011

marco cillo il mattino Avellino 30 marzo 2011

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da OTTO PAGINE quotidiano di Avellino
15 gennaio 2011
“Il silenzio è alleato del racket”

http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=13697

“Non ha senso negare in Irpinia la diffusione del fenomeno usura”

http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=13698
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da OTTO PAGINE quotidiano di Avellino
ATTENTATI: RITORNA LA PAURA DEL RACKET
07 gennaio 2011

http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=13414

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Avellino – Il racket bussa in città
Tre episodi verificatisi la notte di capodanno ai danni di altrettanti esercizi commerciali

Avellino 16:07 | 01/01/2011
AVELLINO – L’anno nuovo segnato da un’ombra inquietante in città. Quella di un escalation del racket sugli esercizi commerciali del centro. Episodi su cui indagano i militari della Compagnia di Avellino, agli ordini del capitano Gabriele Papa. Il primo, quello maggiormente intimidatorio, è avvenuto in Via Serafino Soldi. Nel mirino il noto caffè «Vecchia Napoli».
Contro la serranda del locale, in piena notte, sono stati esplosi ben due colpi di pistola. Una 7,65, come hanno stabilito i rilievi dei militari della Compagnia dei Carabinieri di Avellino, intervenuti sul posto dopo l’allarme del titolare della caffetteria, accortosi dei fori nella mattinata del 31, quando era giunto sul posto per aprire il locale. Una vendetta nei confronti del titiolare? Un’azione del racket? Sull’episodio indagano i militari dell’Arma. Sarebbe già stato aperto un fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Avellino. Stando alle indiscrezioni, comunque.
Il titolare non avrebbe ricevuto minacce. Almeno quello che l’uomo ha riferito agli inquirenti, che lo hanno sentito a sommarie informazioni. Ventiquattro ore dopo, invece, approfittando delle deflagrazioni dovute ai festeggiamenti del nuovo anno, sono avvenuti altri due episodi di certo mirati a dare un segnale alle vittime del raid. Entrambi gli esercizi commerciali danneggiati dall’esplosione di due grossi petardi, sono ubicati a pochi metri di distanza. Precisamente tra Piazzetta Cocchia e Via Piave. Due potenti petardi, stile «bomba Cavani», quelli che sono strati lanciati copntro i due bar avellinesi. L’ esplosione dei due «ordigni» ha devastato le vetrine dei due noti bar in zona via Piave, a poca distanza l’uno dall’altro. Si tratta del Caffè Club, il bar ricevitoria all’angolo tra Via Piave e l’imbocco di Via Pontieri.
Qui l’ordigno ha divelto due delle tre serrande del locale. Stessa scena alla Piazzetta, il bar all’angolo, che da su Via Degli Imbimbo. Una vera e propria azione con il «botto», quella messa a segno nella strada cittadina. Una parte dell’insegna del secondo locale è anche saltata in aria.
Quali potevano essere le conseguenze nel caso la deflagrazione del petardo avesse colpito una persona? Molto probabilmente non gravissime, ma nemmeno lievi. I Carabinieri, coordinati dal capitano Papa, non escludono per ora nessuna ipotesi. In particolare quella relativa ad un’azione del racket. Pochi i dubbi sull’esplosione di colpi di arma da fuoco contro la «Vecchia Napoli», molti, invece sul fatto che i tre episodi possano essere collegati tra loro. Almeno il primo con quelli avvenuti nella notte di Capodanno. Non ci sarebbe lo stesso modus operandi, non sarebbe vicino il luogo dove si sono consumate le azioni intimidatorie. Sulle due esplosioni, invece, non ci sarebbero dubbi da parte degli inquirenti sul fatto che, invece, nel mirino degli autori dell’atto ci fossero proprio i due bar. Allora, la domanda che si stanno ponendo i militari, anche alla luce delle dichiarazioni rese dai titolari: mai subito minacce, sono varie. Oltre al racket, anche un regolamento di conti. Una vendetta. Si dovrà attendere per avere una risposta.

http://www.corriereirpinia.it/default.php?id=999&art_id=2445
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Si terrà domani, venerdì 17 Dicembre, alle ore 17.00 presso il Circolo della Stampa in Corso V. Emanuele ad Avellino, un’iniziativa pubblica organizzata dall’’associazione Libera contro le Mafie, sezione provinciale di Avellino, e l’associazione S.O.S. Impresa, coordinamento di Avellino

http://www.irpiniaoggi.it/index.php/attualita-in-irpinia/4-attualita/57484-mafie-domani-incontro-dellassociazione-libera.html

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ALLARME RACKET: SPARI CONTRO LA SERRANDA DEL BAR “VECCHIA NAPOLI”

http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=80739

Terzo bar nel mirino: dopo le bombe carta, i colpi di pistola

Domenica 02 Gennaio 2011 18:05
Colpi di pistola contro la serranda del bar “Vecchia Napoli” di via Amabile ad Avellino. Si tratta del terzo episodio nel giro di pochissimo contro locali pubblici ad Avellino. Era già toccato ai bar “La Piazzetta” e “Club” tra via Piave e piazza Cocchia: sotto i due esercizi commerciali erano state piazzate la notte del 31 due bombe carta. Su quanto accaduto indagano polizia e carabinieri. Non si esclude che i tre episodi siano collegati e portino la stessa firma criminale. Due le ipotesi: vendette personali o racket. I proprietari dei tre bar sono stati ascoltati dagli inquirenti: hanno negato di aver subito pressioni estorsive o minacce.

http://www.irpiniaoggi.it/index.php/cronaca-in-irpinia/2-cronaca/58335-terzo-bar-nel-mirino-dopo-le-bombe-carta-i-colpi-di-pistola.html

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CAMORRA, il pentito atripaldese Viesto rivela: ad Avellino comandano i Cava. Hanno minacciano la mia famiglia.

http://www.atripaldanews.it/2010/12/04/camoraa-il-pentito-atripaldese-viesto-rivela-ad-avellino-comandano-i-cava-che-hanno-minacciano-la-mia-famiglia/

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Pizzo sul tunnel, nuove rivelazioni sui Cava

http://www.irpiniaoggi.it/index.php/cronaca-in-irpinia/2-cronaca/55124-pizzo-sul-tunnel-nuove-rivelazioni-sui-cava.html

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IMPRENDITORE PICCHIATO – ALLARME AD AVELLINO – dal CORRIERE del 10 novembre 2010

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PIZZO DEL CLAN CAVA: L’APPELLO CONFERMA LE CONDANNE

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INVITO Sos Impresa

Statuto associazione SOS IMPRESA AVELLINO

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=72398

http://www.atripaldanews.it/2010/07/15/nasce-ad-avellino-sos-impresa-lassociazione-antiracket-e-antiusura/

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http://www.irpinianews.it/Politica/news/?news=75622

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Il Corriere del mezzogiorno.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/cronaca/2010/26-maggio-2010/racket-vincita-superenalotto–1703085275108.shtml

Avellino, le mani del racket sulla vincita al Superenalotto

Arrestati cinque esponenti del clan Cava-Genovese, individuati i fortunati vincitori li minacciavano

AVELLINO – Le mani della camorra erano arrivate anche su una milionaria vincita al superenalotto realizzata due anni fa ad Ospedaletto d’Alpinolo, in provincia di Avellino. Il clan Cava-Genovese era riuscito infatti a individuare molti dei trenta fortunati che, giocando in società un sistema, il 17 gennaio del 2008 avevano centrato un 6 da 33 milioni di euro. Da ognuno dei vincitori, in maggioranza operai e artigiani, pretendevano con minacce e intimidazioni parte della vincita per finanziare il clan e sostenere gli affiliati finiti in carcere e le loro famiglie.

Cinque gli arresti eseguiti all’alba dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino a conclusione di indagini durate un anno e mezzo e coordinate dai pm della Dda di Napoli, Rosario Cantelmo e Francesco Soviero. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, firmate dal gip del Tribunale di Napoli, Nicola Miraglia Del Giudice, riguardano esponenti di spicco del clan attivo nel Vallo di Lauro, nella zona del Partenio e nell’hinterland avellinese. In carcere è finito anche il figlio del boss attualmente detenuto Modestino Genovese, Marco Antonio, accusato anche di minacce nei confronti di un imprenditore della zona che non aveva voluto assumere nella sua azienda un giovane segnalato dal clan.

26 maggio 2010

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Una risposta a SOS IMPRESA AVELLINO

  1. luigi cuomo ha detto:

    Tra breve saranno pubblicati i dati e le notizie relative a questa pagina

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