Sos Impresa Caserta


http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/16-novembre-2010/usura-truffe-banche-sei-arrestic-anche–consigliere-comunale-1804183538460.shtml

Usura e truffe alle banche, sei arresti C’è anche un consigliere comunale

Prestavano i soldi e poi costringevano le vittime a imbrogliare gli istituti di credito per riavere il denaro

CASERTA – Prima prestavano soldi con tassi da usura, poi fornivano alle vittime documenti e timbri falsi con cui stipulare patti con aziende creditizie e reperire così i soldi con cui pagare i debiti. Sei persone sono state arrestate (4 in carcere e 2 ai domiciliari) dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Si tratta di: Francesco Cecere, consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere, Vincenzo Borrozzino, impiegato dell’ufficio di sorveglianza del tribunale sammaritano, Vittorio Casertano e Antonio Amato, due persone legate a clan camorristici della zona, il pregiudicato Pasquale Di Meo e Raffaele Di Matteo. Gli indagati sono ritenuti responsabili a vario titolo di ricettazione, contraffazione ed utilizzo di documenti contraffatti, contraffazione ed uso di sigillo di Stato e di timbri di uffici giudiziari, e soprattutto usura e tentata estorsione, questi ultimi due reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

«CICCIO ‘A BELVA» – Tra gli arrestati c’è il consigliere comunale del Pdl Francesco Cecere, esponente della maggioranza del Comune di Santa Maria Capua Vetere, ex Udeur passato al Pdl e conosciuto con il soprannome di “Ciccio ‘a Belva”. L’uomo è accusato insieme con due esponenti del clan Belforte di Marcianise e della locale organizzazione capeggiata dalla famiglia Amato, di concedere prestiti a tassi usurari.

LE INDAGINI – Le indagini sono nate a Venafro in seguito a un tentativo di truffa ai danni di una filiale della Banca della Toscana ad opera di un soggetto qualificatosi inizialmente come Marco Di Carlo, ma poi identificato dai carabinieri intervenuti in Vincenzo Borrozzino, cancelliere del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Con lui c’era anche l’altro arrestato, Vittorio Casertano. Interrogato dai militari Borrozzino dichiarò di essere vittima di usura dal 2004, e di aver stipulato un patto con gli usurai e altre persone e di aver commesso perciò delle truffe alle società finanziarie presentandosi sotto false generalità e con documenti falsi per reperire i soldi e pagare i suoi alti debiti. Grazie alle intercettazioni disposte dopo questo primo interrogatorio gli investigatori hanno scoperto che i soldi erano destinati proprio a Casertano mentre i falsi documenti venivano realizzati da Pasquale Di Meo e da Raffaele Di Matteo. Emergeva inoltre, che Vittorio Casertano aveva stabili contatti con Francesco Cecere sempre in relazione all’usura. Il consigliere a sua volta risultava coinvolto nell’illecita attività di “vendita di denaro” con Antonio Amato.

Redazione online
16 novembre 2010

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http://casertace.it/home.asp?ultime_news_id=10594

USURA E BANCHE INDIFFERENTI La Confesercenti a Monaco: fuori dall’intesa gli istituti che non ci aiutano

giovedì 21 ottobre 2010
Sos Impresa e Camera di Commercio: zero disponibilità delle banche. E vogliono aggiornare il cartello anti-usura

CASERTA – Usura e banche indifferenti: questa la morsa per 23mila imprese casertane in difficoltà. La denuncia emerge dal lungo comunicato della Confesercenti, che pubblichiamo integralmente. L’associazione – dice il presidente di Sos Impresa – vuole chiedere al prefetto Monaco di cancellare dall’intesa anti-usura sottoscritta mesi fa le banche che nicchiano e che evidentemente si erano accodate all’accordo per non distinguersi anticipatamente nel loro atteggiamento di scarsa disponibilità nei confronti delle pmi. Analogo intento ha l’ente camerale.
Ora, attendiamo di conoscere l’esito di questa azione e i nomi delle banche: un interesse collettivo dei cittadini e del mondo dei consumatori e dei risparmiatori.
Ci auguriamo che Pollini, De Simone e Monaco – dopo questo comunicato – non chiudano la vicenda nelle stanze della prefettura.

Il comunicato della Confesercenti

La Confesercenti provinciale dice di no all’usura promuovendo l’adesione ad un protocollo d’intesa per la promozione dell’accesso al credito e per la prevenzione dell’usura. “L’usura e’ un reato odioso e pericoloso e’ un reato che nel corso di questo ultimo decennio e’ cambiato. L’usura del quartiere e’ scomparsa ed e’ stata sostituita da reti professionalizzate che hanno agganci nei tribunali e nel mondo delle aste giudiziarie, oltre che dall’usura di mafie”. Così Lino Busà, presidente di ‘Sos impresa’ Confesercenti che insieme al presidente provinciale dell’associazione Maurizio Pollini, il direttore regionale Pasquale Giglio e il presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone hanno colto l’occasione per tracciare un bilancio del fenomeno in Terra di Lavoro e non solo. Per Pollini “il problema reale è quello delle banche e la loro indifferenza nei confronti degli imprenditori in difficoltà. Due saranno – ha evidenziato – le nostre azioni.Innanzitutto, chiederemo un incontro con il prefetto perché vengano cancellate dal protocollo tutte quelle banche che non rispettano gli impegni presi. Quindi, ci appelleremo al ministro dell’Interno Maroni al quale invieremo una lettera dettagliata sul fenomeno in provincia. Il Protocollo d’intesa firmato dalle Associazioni antiusura, banche presenti sul territorio e Prefettura, ha lo scopo – ha aggiunto poi – di individuare i termini migliori per l’accesso al credito da parte delle vittime, tanto nella convinzione che la recessione in atto, associata alla difficoltà delle imprese ad ottenere finanziamenti bancari, può incrementare la propensione al ricorso all’usura, peraltro già elevata in un territorio gravato dalla forte presenza della criminalità organizzata”. “Il fenomeno usura sta crescendo a dismisura – ha glossato poi Giglio – e trascina nel vortice imprese, commercianti e famiglie. Le banche devono essere più vicine a imprese e famiglie in difficoltà economiche e non solo quando si fanno investimenti. Buoni i risultati ottenuti con i tavoli tecnici istituiti in prefettura, ma occorre fare di più”.
Sulla stessa linea anche il presidente della Camera di Commercio De Simone. “Intendiamo – ha detto – prendere posizioni forti per denunciare apertamente il comportamento delle banche che non sempre si mostrano disponibili nei confronti degli imprenditori”. De Simone ha poi posto l’accento sullo stato di crisi “in cui si trovano le imprese in Terra di Lavoro: 23 mila su un totale di circa centomila iscritti all’ente camerale hanno problemi per tirare avanti. Molto abbiamo fatto come ente anche attraverso il camper della legalità. Iniziativa questa che è servita a dare coraggio – ha evidenziato – a quanti sono caduti nel vortice dell’usura”. “Attraverso l’Ambulatorio Antiusura – ha aggiunto Pollini – puntiamo ad aiutare quanti vogliono uscire da questa situazione critica. Tutto questo viene fatto in piena autonomia e mantenendo l’anonimato di chi è soggetto ad usura, ma in questa lotta le banche non possono tirarsi indietro”.
Busà ha, quindi, evidenziato: “Venti miliardi di giro d’affari, 200 mila commercianti caduti nella rete dell’usura negli ultimi due anni e un tasso d’interesse superiore al 10 per cento mensile applicato sui prestiti. Piccole imprese e famiglie, secondo le associazioni, ricorrono sempre più a prestiti usurari per superare le difficoltà economiche innescate anche dalla crisi”. Quindi Busà si è soffermato sulla provincia di Caserta. “Qui – ha detto – il fenomeno è elevato soprattutto per l’ingerenza della criminalità organizzata. In più va detto che davanti alla poca propensione delle banche a concedere credito stanno nascendo numerose società finanziarie spesso con la partecipazione delle banche stesse”.
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pagina in costruzione

Una risposta a Sos Impresa Caserta

  1. luigi cuomo ha detto:

    Tra breve saranno pubblicati i dati ed i documenti della pagina

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